Immaginando Marta
Immaginando Marta
Quante volte fantastico costruendo nella mia mente le più trasgressive avventure erotiche insieme a Marta, la donna che riesce a procurarmi questo stato di eccitazione e che naturalmente ne è la protagonista assoluta. Il mio amore, la mia troia, il solo pensarla mi rende deforme e che non mi stancherei mai di farla godere traendone altrettanto godimento. La libertà di pensiero che mi concede è di per sé fonte di eccitazione per me; a volte mi spingo ad immaginarla in situazioni talmente forti che temo di risultargli sgradito perché la uso per renderla protagonista del mio piacere. Ma io questo piacere amo viverlo insieme a lei e lei ama vederlo nella mia espressione in quei momenti caldi e non si risparmia di fronte a qualsiasi situazione ci piaccia costruire con la fantasia nella nostra intimità. Allora questa volta mi piace immaginare che sia lei a raccontare una fantasia ma è la mia mano che scrive e la sua fantasia diventa mia, o è la mia che diventa la sua?
Sono Marta, ho 46 anni, decisamente piacente, da far girare ancora parecchie teste. Io non ci faccio molto caso ma il mio uomo, Marcello, a cui piace farmi guardare, dice che a pochi rimango indifferente. La nostra vita sessuale è abbastanza intensa, cerchiamo di non farci mancare niente, scopiamo anche 3 volte al giorno quando siamo insieme, a volte anche fuori casa, cosa per me molto eccitante. Sappiamo essere porcelli quanto basta e godendo uno del piacere dell’altra amiamo stuzzicarci con situazioni intriganti. Ad esempio l’altra sera Marcello mi telefona su di giri e mi chiede di vestirmi in maniera sexy come piace a lui,” Andiamo a cena fuori poi magari al cinema, che ne dici di un film un po’ ‘ particolare ‘……? vediamo che differenza possa esserci rispetto a quando li guardiamo a casa…”. La proposta mi fa sorgere una ridda di pensieri eccitanti misti a preoccupazione, so cosa succede quando guardiamo un film porno a casa e quanto mi piaccia prenderglielo in bocca proprio mentre la protagonista sta facendo altrettanto; so cosa gli passa per la testa quando vede una donna che se ne fa 2 o 3 insieme; ci eccitiamo da matti entrambi ma in un cinema come può essere poi? Comunque l’idea mi incuriosisce ed accetto di buon grado.
Mi preparo cercando di non esagerare ma curando quegli aspetti che so fare effetto su di lui in particolare il vestito non troppo corto ma con una buona scollatura e, soprattutto, sotto il vestito solo una guepiere celeste comprata insieme con calze color nudo velatissime ed agganciate molto in alto sulle cosce. Niente mutandine. So quanto lo ecciti sapermi così, normale fuori e troia sotto.
Alle 8 in punto mi citofona e scendo. E’ molto allegro e nello stesso tempo vedo dal suo sguardo che non vede l’ora di mettermi le mani addosso e questo mi fa inumidire, non resisto quando lo vedo così perso di desiderio per me. Durante il tragitto verso il ristorante mi mette una mano sulle gambe e quando da sopra il vestito sente la protuberanza del gancio del reggicalze non può fare a meno di accarezzarsi il cazzo per una frazione di secondo prima di intrufolarsi fra le mie cosce andando quindi ad indugiare sulla mia figa con le sue dita facendomi bagnare. Mi apre le labbra e mi titilla piano come piace a me. E’ perso, mi piace, in quei momenti non mi curo più di nulla, allungo la mano e gli tiro giù la lampo, una mossa rapida e il cazzo spunta fuori dai pantaloni come una molla. Ricordo tornando da Sermoneta come gli era piaciuto il mio pompino e come era riuscito miracolosamente a resistere nonostante gli chiedessi di riempirmi di sborra la bocca. La scopata che ne era seguita a casa mi aveva fatto essere contenta che non l’avesse fatto. Era stata anche la prima volta che a letto insieme mi aveva immaginato in mezzo ad altri uomini. Adesso lo vedo eccitato come allora, mi piace esserne la causa. Continuiamo a masturbarci a vicenda finché l’eccitazione mi induce ad abbassarmi e a leccargli la cappella con ardore succhiandolo a fondo di tanto in tanto, tenendolo ben chiuso tra le labbra. E’ ancora più duro del solito e quando lo irrigidisce tra le mie labbra mi fa inondare all’istante. Il ristorane è vicino, ci ricomponiamo.
A cena Marcello si dimostra brillante e carino, è evidente che il tutto lo manda in orbita, ogni tanto fa persino finta di raccogliere qualcosa da terra per guardarmi tra le cosce che nel frattempo io allargo a proposito. Un gioco di eccitazione che fa salire la temperatura e la voglia di trasgressione per cui finita la cena l’idea del cinema porno assume quasi il tono di una ulteriore tortura prima dello sfogo che ci vedrà scambiare tutta quella eccitazione accumulata.
Ci sistemiamo in sala, lui decide per l’ultima fila, io mi sento come un po’ scoperta alle spalle ma in fondo siamo insieme ed ho altro in mente in quel momento. Marcello sembra in preda ad un raptus, tira fuori quasi subito il membro eccitato vieppiù dalle immagini di scopate, inculate e sborrate selvagge che scorrono sullo schermo. A me sentire le sue mani che risalgono piano piano sotto il vestito mi fa venire voglie proibite. Glielo prendo in mano accarezzandoglielo piano, ma è troppo in tiro, senza curarsi delle apparenze mi prende la testa e me l’abbassa sul cazzo. Mi piace quando me lo caccia in bocca e mi spinge la testa quasi a soffocarmi ma in quel momento opto per un pompino lento e aggraziato, voglio farlo impazzire. Sento che mi tira su il vestito da dietro scoprendomi quasi completamente il culo e comincia ad infilarmi le dita prima nella fica già abbastanza bagnata e poi lentamente nel buchino allargandomi ben bene lo sfintere.” Stasera voglio incularti”, mi dice piano e mentre lo dice sento un sussulto dovuto alla troppa eccitazione. Me lo leva di bocca di colpo per non venire, io mi tiro su sorridendo con le labbra umide dei suoi umori. Le nostre bocche si accostano per un bacio appassionato e molto sensuale. Sono i momenti in cui il nostro amore è vero, vivo, palpabile.
Mentre mi godo la sua lingua che si attorciglia alla mia penso stupita a come tutto ciò ci porti lontano, noncuranti di dove siamo e di chi ci possa essere intorno a noi. D‘improvviso apro un attimo gli occhi e noto dei movimenti dietro le spalle. Siamo nell’ ultima fila ed il muro dietro è a non più di due metri da noi. Mi volto un attimo e quello che vedo pur nella semioscurità mi fa rigirare in avanti di s**tto allibita. Tre individui coi cazzi sguainati si masturbano proprio dietro di noi evidentemente eccitati più da quello che accade lì davanti a loro che da quello che avviene sullo schermo. Rimango un attimo sconvolta…però sapere di avere 3 cazzi a poca distanza sguainati per me mi fa avvampare. Marcello sembra non essersi accorto di nulla e allora come d’impulso faccio una cosa di cui io stessa mi stupisco: mi alzo e gli dico che devo andare in bagno. Lui mi guarda un po’ stupito ma ha sulle labbra un sorrisetto malizioso che mi comunica come, stranamente, la cosa in fondo non lo disturbi più di tanto anche se lo abbandono proprio in quei momenti eccitanti. Mi avvio ed ho la sensazione che i 3 mi seguano, non ne sono certa, ma quando raggiungo la tenda che separa il corridoio verso la toilette mi volto e… non vedo nessuno, o forse si. Ho un attimo di paura, mi chiedo perché provo questa piacevole sensazione pur essendomi andata a cacciare in una situazione potenzialmente pericolosa; penso che se sarà necessario posso urlale chiamare Marcello, dopotutto siamo in un locale pubblico, 3 energumeni che ti seguono fanno sempre paura. Entro nell’ antibagno e mi riassetto un po’allo specchio ma quando è il momento di uscire indugio. Ho fatto tutto d’impulso, la situazione mi spaventa e mi lusinga, ora che faccio? Penso che possano essere lì fuori ad aspettarmi e cosa potrei dire? E se tirassero fuori i loro ‘cosi’, cosa potrei fare? Ma non posso stare lì in eterno. Prendo coraggio ed apro la porta. Sono lì in fila, la luce del bagno li illumina e mi accorgo che sono 3 ragazzi fra i 25 ed i 30 anni con delle facce un po’ imbarazzate, quasi mi fanno tenerezza. Mi rincuoro e li apostrofo con un ‘perché mi avete seguita? ’ a voce dura, il che provoca loro ancora più imbarazzo. Se potessero si sotterrerebbero! Il più coraggioso dei 3 o dovrei dire il meno timido mi risponde:” Scusi Signora ci eravamo eccitati ma non avremmo mai …- balbettava un po’ – non credevamo … ma poi lui ci ha invitato a venire …… scusi, ce ne andiamo subito” e fanno per muoversi, al che li fermo con un “Venite qui” che stupisce più me che loro. Mi fa eco un “Siiii” di una voce che conosco e che mi chiarisce il discorso farfugliato del ragazzo. Marcello appare da dietro la tenda di velluto. Ecco chi li ha invogliati. “Voglio vederti godere come quella del film, senza limiti” mi dice. Il suo sguardo è pura eccitazione e perversione. Mi mancano le gambe ma nello stesso tempo quella svolta alla nostra serata mi intriga. Apro la porta dell’antibagno e la richiudo alle spalle. ’Adesso voglio vedere cosa avete il coraggio di fare”. “Avanti TIRATELI FUORI” quasi ordino. Marcello non sta nella pelle. I ragazzi avvampano per l’imbarazzo e questo mi da un senso di eccitazione dovuta alla completa padronanza che ho della situazione, nonostante tutto. Marcello sta in disparte godendosi la scena. Penso che posso far sì che si facciano una sega davanti a me per poi piantarli in asso nel bel mezzo senza alcun timore, insomma comando io e posso uscirne quando voglio. Nello stesso tempo però vedo la mano di Marcello agitarsi nel pantalone e sento subito dopo gli umori che mi colano dalla figa. I tre, sollecitati dal mio sguardo perentorio, dopo uno sguardo complice con Marcello si slacciano i pantaloni e si abbassano anche le mutande a metà coscia. Mi ritrovo a pensare quanto i ragazzi delle nuove generazioni appaiano più dotati delle precedenti, sono tutti così robusti. Sembrano più dotati di Marcello anche se in quel momento l’imbarazzo iniziale non gli permette loro di avere una perfetta erezione, sono solo ‘mezzi’ duri. Quello di Marcello invece ormai fuori dai pantaloni appare ai massimi livelli……Allora faccio un passo verso di loro prendendo i due cazzi laterali nelle mie mani e strusciando il mio pube sul terzo. Subito sento il vigore prendere piede e presto mi ritrovo a che fare con tre bei cazzi molto duri. Il padrone del quarto, lo guardo negli occhi e vi scopro una lussuria come se stesse già venendo, gli leggo sulle labbra le parole “Siiii…, dai…mia dolce troia”. Continuo ad accarezzarli ed a strusciarmi mentre loro mi infilano le mani dappertutto dandosi finalmente da fare – sento sei mani su di me frugarmi sotto, sopra, tra le cosce, tra le natiche, una piovra umana. Sto offrendo a Marcello quello che mi ha tante volte raccontato, lo sento ansimare, mi sento la regina delle troie, voglio esserla per lui, voglio essere la sua troia.
Mi abbassano le spalline e il vestito rotola sui fianchi mettendo in mostra il reggiseno gonfio delle mie tette con due capezzoli più duri delle loro verghe. Me le liberano e cominciano a succhiarmele e leccarmele a turno continuando a infilarmi le mani ovunque. Mi metto in ginocchio e sempre tenendo i due cazzi nelle mani avvicino le labbra al terzo cominciando a lappare con tutto il trasporto possibile. So che Marcello ama vedermi con un cazzo fra le labbra ma fino a quel momento era sempre stato il suo, riflesso nello specchio o fotografato. Lecco la cappella di quel membro così grosso ed eccitante, poi scendo giù fino alla palle sempre facendo roteare la lingua come una forsennata, risalgo lungo l’asta per prenderlo tutto in bocca, fin che posso, pompando su e giù per un po’, lentamente. Mi aspetto che Marcello venga ad infilarmelo in bocca a sua volta vorrei tanto dargli piacere, ma è lì che mi guarda con la cappella bianca schiumosa. Allora mi volto alla mia destra per prendere in bocca il secondo, pompando lentamente, lo lascio e mi volto a sinistra per occuparmi del terzo. Continuo così per un po’ alternando un cazzo alla volta in bocca, poi li tiro verso di me il più possibile e quando si toccano comincio un lavorio di lingua a bocca aperta per farli entrare tutti e tre il più possibile dentro. Sono proprio infoiata, gli umori mi colano da sotto copiosi. Allora mi alzo, volto le spalle al primo tirandomi su il vestito, allargo le gambe più che posso inclinandomi leggermente in avanti in direzione di Marcello. Prendo il cazzo del ragazzo dietro me e me lo punto sulla figa. Lui mi agevola piegando un po’ le gambe e quando il cazzo è ben allineato inarco la schiena e mi infilo la cappella dentro. Appena lascio la presa il ragazzo con un movimento brusco e veloce mi ficca tutto il membro nella vulva facendomi gemere di piacere, continuando poi con colpi secchi, ritmati che aumentano il piacere di colpo in colpo. Il cazzo di Marcello è solo ad un passo dalla mia bocca che si avvicina e si allontana ad ogni colpo. Con lo sguardo lo imploro di cacciarmelo in bocca di farmi bere i suoi umori. Lui si lascia guardare mentre si masturba sapendo quanto mi ecciti vederlo così. Poi si scosta perché gli altri due vogliono posizionarsi davanti a me e mentre uno mi scopa l’altro mi mette il suo cazzo in bocca cominciando a scoparmi li, col terzo che mi sbatte il suo oscenamente ritto sulle guance.
Alterno il pompino ora ad uno ora all’ altro finché li faccio posizionare di fianco a me uno di fronte all’altro, vicini. Quando i cazzi si incrociano li prendo in bocca cercando di propinare un unico pompino a tutti e due contemporaneamente. I colpi nella fica mi aiutano col ritmo del pompino e per un po’ continuo così, finché decido che è il momento di godermeli tutti insieme, “riempita tutta” come piace a Marcello. Mi alzo togliendomi i cazzi di bocca e faccio un passo in avanti. Sento il membro dietro che mi scivola fuori lentamente – ma quanto è lungo?! – Apro la porta di un bagno e dico al primo di sedersi sulla tazza. Lo faccio sedere leggermente in avanti in modo che gli altri, Marcello compreso, possano vedere tutta la scena. Gli faccio allargare le gambe e mi siedo su di lui di spalle. Prendo il cazzo e me lo punto sul buchino fradicio di umori colati dalla fica cominciando lentamente a spingere, di più, sempre di più…Il cazzo è grosso ma la mia voglia di più, la voglia di fare impazzire Marcello. Entra per metà mentre i due ragazzi di fronte si accucciano per godersi meglio lo spettacolo, non appena vedo affacciarsi anche Marcello allora torno leggermente in su per poi abbassarmi di colpo. Lo sfintere si allarga a più non posso, sento male e bene nello stesso tempo, ma adesso la verga è piantata dentro ed io spingo ancora più giù per non perderne un millimetro. Quando sono sicura d’essermi impalata ben bene comincio a muovermi su e giù su quella possente mazza. Penso alle dimensioni del cazzo che mi trapana, e quanto devo essere aperta là dietro. Ormai il mio culo è bello che largo e l’asta si muove dentro e fuori senza attrito, quindi posso passare al prossimo atto. Allargo le cosce e chiedo al secondo ragazzo di posizionarsi davanti a me. Gli prendo il cazzo in mano, lo avvicino alla figa smettendo per un attimo il su e giù e me lo punto contro. Un colpo di reni ed ecco che tutte e due le mazze di carne sono dentro di me muovendosi aritmicamente. Non ho mai provato a prendere due cazzi contemporaneamente in fica e culo, ma la cosa mi piace. Sono proprio partita. Mentre i due si occupano delle parti basse il terzo mi pianta di brutto il cazzo in bocca procurandomi un leggero conato. Mi riprendo subito ciucciandogli il cazzo e muovendo la testa lentamente risucchiandolo quasi tutto dentro e risputandolo per intero. Quei 3 pezzi di carne che si muovono dentro me e tutti per me mi fanno impazzire di goduria, sono s**tenata come una troia in calore. Penso che vorrei trovare un buco libero anche per Marcello ma lui sembra aspettare il momento per potermi godere tutta intera. Mi scopano come ossessi per un po’, poi da brava succhiatrice dico al ragazzo di uscire dalla fica. In effetti non sono una golosa di sborra ma questa volta decido che me ne sarei gustate due razioni. Glielo prendo in bocca, comincio il balletto di labbra e lingua con intercalari di pompate sul frenulo che lo porta presto all’epilogo. Un caldo fiotto di sborra mi riempie la bocca, non faccio in tempo ad inghiottire che un secondo si aggiunge facendomi per un attimo disperare di perderne qualcosa, poi la voglia di essere troia fino in fondo prevale e deglutisco tutto continuando a succhiare fino all’ ultima goccia e mugolando di piacere. Intanto il ragazzo che mi incula mi ha afferrato per la figa per aiutarsi nel su e giù titillandomi contemporaneamente il clitoride con estrema dolcezza, cosa che contrasta con i colpi che mi propina nel culo. Mi sta portando velocemente all’orgasmo. D’un tratto mi sento afferrare e voltare la testa, anche Marcello ha evidentemente esaurito la sua resistenza. Non faccio in tempo a girarmi del tutto che il suo primo schizzo mi prende in piena faccia proprio sotto l’occhio. Apro la bocca appena in tempo per farmi centrare la gola dal secondo senza passare dalla lingua, succhiando poi con avidità tutto quello che rimane. Lo sperma non è poi così male, mi piace, mi ritrovo a pensare mentre indugio sul cazzo del mio uomo più che posso su e giù, su e giù…. L’orgasmo mi raggiunge di colpo mentre affondo i miei occhi in quelli persi di Marcello. Mi contorco come un serpente squassata da un potente fremito menando il culo su e giù come una troia, impalandomi ancora di più se ce ne fosse stato verso. Sento il terzo che viene con me riempiendomi le viscere di litri di sborra bollente. Salto sul cazzo rimanendo attaccata all’altro per la bocca fino a quando sento i brividi circolare liberi sul mio corpo.
I ragazzi si rivestono in fretta ed escono salutandomi diligentemente con un “arrivederci Signora” che mi fa sorridere visto come mi avevano scopata appena pochi minuti prima, ma soprattutto lanciano uno sguardo di invidia e di gratitudine verso Marcello. Lui si avvicina e con un dito mi toglie dalle labbra un filo di sborra rimasto lì e mi sorride. Sembra un bambino felice. “Ti amo “mi dice. “Penserai che sia una porca vera adesso” rispondo, “io penso solo che sei la mia donna meravigliosa. Andiamo, ho ancora voglia di te”. Il tragitto di ritorno lo faccio con la testa abbassata sul suo membro riportandolo nello stato che amo, quello che riesce a farmi rimanere inebetita di piacere, quello che mi porta a fare esprimere la troia che c’è in me. A casa poi sono fuochi d’artificio…..Amo Marcello ed il piacere che sappiamo darci.
La mia mano non scrive più, sta facendo dell’altro……. E lei l’unica protagonista, Marta. Riusciremo mai a leggere insieme questo scritto? Il mio sogno è di farlo e di sentirla bagnata al termine della lettura perché a quel punto non sarò più io ad usarla per il mio piacere, ma sarò io ad adoperarmi per darle tutto il piacere che potrò.